Il legame che ha unito per oltre due secoli Chiusa di Pesio, Mondovi, Roccaforte Mondovi, Vicoforte e Villanova Mondovi è stata la comune tradizione produttiva nel comparto ceramico.
Nata agli inizi dell'800 grazie allo spirito imprenditoriale di Benedetto Musso, savonese, la ceramica "Vecchia Mondovì" è il vero segno distintivo del prodotto tipico monregalese dallo stile inconfondibile, legato soprattutto alla stoviglieria di uso comune e alla cultura rurale del territorio.
Il decoro più famoso è certamente quello del galletto a ricordare la valenza simbolica di questo animale nel mondo contadino, seguito dagli uccellini, piccoli paeselli di gusto naif e ovviamente tanti tanti fiori, sempre dipinti con pennellate veloci e con smalti vivaci, che portano molta allegria a tavola. La caratteristica comune a tutta la produzione ottocentesca è la presenza di decorazioni blu cobalto sulla tesa dei piatti, che sembrano pizzi che impreziosiscono semplici oggetti di uso quotidiano.
Nelle nostre vallate, in particolare la Valle Pesio e la Valle Ellero, sono ancora presenti le influenze della tradizione occitana, in particolare in alcune frazioni più isolate, quali Prea, Baracco, Rastello e Norea (frazioni di Roccaforte M.vì), in Val Corsaglia a Fontane (frazione di Frabosa Soprana) e Prà (frazione di Roburent) ed in Val Maudagna a Miroglio (frazione di Frabosa Sottana). Qui la parlata è ancora molto influenzata dalle origine occitane anche se presenta caratteristiche sue proprie: fortemente influenzato dal ligure nella fonetica e dal piemontese nel lessico e viene identificata con il termine Kyù, che corrisponde all'I0 italiano e al MI piemontese.
La cultura occitana influenza ancora oggi alcune espressioni artistiche, artigianali ed eno-gastronomiche, come ad esempio le musiche e le danze o l'uso del tombolo.
Anche nello sport il Monregalese è terra di grande tradizione: la pallapugno, come viene definito nelle più recenti regole, o pallone elastico, come viene ancora chiamato da tutti, oppure più semplicemente, e forse meglio, "balon", in dialetto, è lo sport più tipico e più storico del Monregalese.
Qui, come nel basso Piemonte e nell'estremo ponente ligure, ma ancora di più nelle Langhe Albesi si gioca questa disciplina semplice e complessa allo stesso tempo, affascinante e senza tempo, le cui prime origini si perdono nella storia. Un capitano, tre giocatori di supporto, la "spalla" ed i "terzini", la mano fasciata a formare un pugno è un "pugno ad una palla" così nasce una disciplina stupenda che ha raccontato pagine epiche di sport e che è stata "cantata" da grandi poeti e scrittori, da Cesare Pavese a Edmondo De Amicis.